
Note di produzione
HASANKEYF WAITING LIFE nasce da un'idea di Mauro Colombo e Massimo Lazzaroni, che, di ritorno da un viaggio tra la Turchia e la Siria, riportano alcune decine di minuti di girato: un'ansa del fiume Tigri, una valle fatta di strapiombi di roccia alti 200 metri, i resti di una cittá medioevale scavata nella roccia, uomini e donne sul fiume.
Un luogo sospeso nel tempo, la cui esistenza è minacciata dalla costruzione di una diga che rischia di spazzare via tutto: l'idea di girare un documentario su Hasankeyf nasce subito.
La materia è talmente interessante che il progetto prende rapidamente corpo: dopo una prima fase di documentazione sulla vicenda di Hasankeyf, la raccolta delle risorse necessarie a coprire le spese della lunga trasferta per le riprese e la pre-produzione vera e propria (organizzazione logistica, richiesta dei permessi, individuazione di un direttore di produzione ad Hasankeyf), la troupe parte per la Turchia nel mese di giugno, per fermarsi un mese e mezzo. Le condizioni climatiche non sono tra le più favorevoli (oltre 40 gradi all'ombra giá dall'inizio di giugno), ma la comunitá di Hasankeyf accoglie la troupe con un affetto e una disponibilitá che agevola il lavoro e lo rende leggero.
Ad una prima fase di verifica della situazione, di sopralluoghi e di pianificazione delle riprese, segue lo shooting del documentario: la valle del Tigri, le alture che dominano Hasankeyf, il lavoro dei contadini, la vita sul fiume, la botteghe in paese; le interviste al sindaco, al responsabile degli scavi archeologici, agli insegnanti e agli studenti, agli anziani del paese...
Un paziente lavoro fatto di curiositá e di rispetto, nel tentativo di cogliere, entrando in punta di piedi, l'essenza di questo luogo.
Ritornati in Italia con circa 40 ore di riprese, inizia la fase di post-produzione: un lavoro lungo e appassionante, iniziato con la traduzione delle interviste, corretta e ricorretta nel tentativo di cogliere le minime sfumature delle testimonianze raccolte e proseguito con l'attenta selezione delle inquadrature, la difficile costruzione di un racconto cinematografico tra i mille possibili e la composizione della colonna sonora.
I credits non rendono giustizia ai professionisti che con passione e competenza hanno lavorato a questo progetto: a loro va il ringraziamento più sentito della produzione.