
Note di regia
HASANKEYF WAITING LIFE non è un reportage ma vuole essere la fotografia di una realtá in cui la sospensione nel tempo diventa l'unico protagonista capace di restituire un'obiettivitá sopra le parti.
Un paese che sembra idilliaco si trasforma in un quadro contraddittorio fatto di idee e di sentimenti contrastanti che nascono dal senso di incertezza di fronte alle scelte possibili che un progetto economico potrebbe imporre a breve termine. E' la percezione degli abitant di Hasankeyf a creare il filo narrativo.
Alcuni proprietari terrieri vogliono vendere la terra, anche se lo Stato la pagherá la metá del suo valore reale: “Non ci sono altre possibilitá.
Alla fine dobbiamo pensare al futuro dei nostri figli”, ci raccontano, mentre misurano il loro terreno prima di venderlo.
Il sindaco ci porta nel luogo dove lo Stato ha deciso di costruire la nuova Hasankeyf; “La gente che verrá qui ad abitare, ogni mattina vedrá la verá Hasankeyf sotto il fango e sotto l´acqua”.
Ma non basta: per vivere nella nuova Hasankeyf, molti dovranno spendere più di quanto che prenderanno vendendo le loro case attuali allo Stato: “Compreremo una nuova casa nella nuova Hasankeyf.
E poi ?
Poi vivremo con un debito enorme”.
Qui la gran parte degli abitanti è curda: “Il governo turco vuole mandarci via da qui.
Ma ha mai pensato a noi? Perchè non ha mai costruito fabbriche qui ?
Perchè tutti gli investimenti sono nel resto della Turchia e non nell´est ?”.
La donna è amareggiata: la sua famiglia ha dei terreni, ma lei non vuole andarsene.
Ogni sera un gregge di pecore arriva sulla riva del Tigri, le donne e i bambini le mungono. “No, non vendiamo il latte, non ce ne avanza.
Basta appena per noi. Il nostro destino è questo: lavorare nei campi e tenere gli animali. Cosa possiamo fare? Ma mi piace Hasankeyf, non la voglio sott' acqua”.
La voce del Muhazin si sparge in tutta la vallata.
Al tramonto la luce è dorata.
Il proprietario di un ristorante ci mostra una casa scavata nella roccia nel castello che sovrasta Hasankeyf. “Abbiamo vissuto qui fino al 1966.
La vista è più bella di quella della Casa Bianca”. Guarda il paesaggio sotto di lui. “Che cosa succederá a questa gente ?
Verranno trasferiti nella nuova Hasankeyf, senza lavoro, senza la sua storia ?
Vedremo. Se succede, succede.”