Hasankeyf, Turchia sud orientale. Un antico villaggio destinato ad essere sommerso sotto 30 metri d'acqua per la costruzione di una diga. Un fiume, il Tigri. Cinquemila abitanti che dovranno andarsene, abbandonando la loro terra, la terra dei loro padri e dei loro antenati.Hasankeyf è un antico villaggio sulle sponde del fiume Tigri, nella Mesopotamia assira e bizantina, dove le culture dell´Asia centrale e della Persia incrociavano quelle europee. Oggi ad Hasankeyf abitano cinquemila persone, per la maggior parte di origine curda: una comunitá che vive come sospesa da quando, nel 1954, nacque il progetto della diga Ilisu, che una volta completata sommergerá Hasankeyf sotto 30 metri d´acqua. Ma ad Hasankeyf tutto continua come se nulla dovesse accadere. I bambini giocano nell´acqua, i più grandi coltivano la terra e portano al pascolo gli animali, le ragazze al fiume mungono le capre, i piccoli ristoranti attendono i turisti che durante l´anno raggiungono Hasankeyf. Non c´è lavoro ad Hasankeyf. Le prospettive di vita sono limitate alla povera realtá del villaggio. Nessuno vuole investire in un turismo che potrebbe diventare florido, se solo il paese tra qualche anno ci fosse ancora. Mentre altrove si decidono le sorti di questo luogo, un´intera comunitá vive in un limbo senza reali notizie del loro destino e con un estenuante indecisione su cosa fare. HASANKEYF WAITING LIFE cala nella quotidianitá della vita del villaggio un conflitto più grande, dove la storia si scontra con la modernitá, gli interessi nazionali con quelli locali, l´esigenza di crescita personale con la preservazione delle proprie radici.